Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza

In occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, vi presentiamo i nostri tre superbi ingegneri perché senza di loro la calcolatrice NumWorks non sarebbe certamente la stessa! Emilie e Léa, che lavorano ogni giorno allo sviluppo del software, ed Hélène, responsabile dell’industrializzazione della calcolatrice, sono sotto i riflettori. Oggi condividono con voi la loro esperienza di donne di scienza.

Donne di Scienza

Da sinistra a destra: Hélène, Léa ed Emilie.

Perché avete scelto di fare degli studi scientifici?

Hélène: Nella mia famiglia ci sono molti ingegneri, quindi sono stata incoraggiata da chi mi circonda a proseguire gli studi scientifici. Mi piacevano anche la matematica e le scienze, quindi mi sembrava una logica continuazione dei miei studi.

Léa: Al liceo mi piacevano molto la matematica e la fisica. Ed ero un brava studentessa. Non avevo un’idea chiara di quello che avrei voluto fare in seguito, ma sapevo che la scuola di preparazione* era un’opzione sicura e che mi avrebbe dato il tempo di pensarci. Così ho scelto di fare fisica e matematica durante la scuola di preparazione.

Emilie: È stata la mia insegnante di matematica a consigliarmi di fare una scuola preparatoria di matematica e fisica perché mi piacevano le materie scientifiche e andavo bene a scuola. All’epoca non sapevo bene cosa fosse la preparazione, quindi ho avuto la fortuna di ricevere dei buoni consigli.

Quali sono state le difficoltà incontrate durante il vostro percorso di studi?

Hélène: Per quanto mi riguarda, il momento più difficile è stato la scuola preparatoria. C’erano solo due ragazze nel mio corso, delle quali una si è rapidamente ritirata. Peccato, sarebbe stato bello fossimo state molte di più!

Léa: Anche per me il pensionato è stata la situazione più difficile: al secondo anno di scuola preparatoria, ero l’unica ragazza della mia classe a essere in pensionato e sono finita in un edificio lontano da tutti gli altri ragazzi della mia classe… È chiaro che non ho avuto la loro stessa esperienza di pensionato. Ha avuto i suoi vantaggi perché sono stata tranquilla, ma mi sono anche persa dei bei momenti.

Emilie: Per me non c’è stata una difficoltà in sé, ma piuttosto un momento inaspettato. Avevo programmato di fare una tesi e durante un incontro con un direttore di tesi in Svizzera, uno degli argomenti per convincermi era che dovevo soddisfare una quota “rosa” in laboratorio. L’argomento mi ha colto alla sprovvista- anche se non sono contraria alle quote- e alla fine non ho accettato!

Cosa vi piace di più del vostro lavoro di oggi?

Hélène: Quello che mi piace di più nel mio lavoro è la parte concreta, come realizzare prototipi, testare diverse opzioni e, una volta presa una decisione, modellare il tutto al computer.

Léa: Mi piace molto vedere gli utenti che utilizzano le funzionalità che ho sviluppato! Per esempio, ho lavorato al modulo Turtle per l’applicazione Python ed è una grande ricompensa vedere gli script che i nostri utenti creano con esso!

Emilie: Per me la parte migliore è risolvere bug incongrui, quando non si sa da dove cominciare, se la causa è l’hardware o nel codice del software… Spesso questi bug richiedono tempo, ma è sempre motivo di orgoglio quando si trova finalmente una soluzione! In seguito è bello potersi alternare a progetti più strutturati che si svolgono senza problemi.

Qualche consiglio da dare alle liceali che desiderano perseguire gli studi scientifici?

Hélène: Ho fatto un corso di studi che non è molto conosciuto dopo il liceo e che si chiama Fisica Tecnica Pre-fisica (PT). Se volete fare scienza in modo più concreto, questa è la strada ideale! Ci sono più scienze ingegneristiche che negli altri corsi: si impara a progettare sistemi meccanici e a disegnarli, e ogni settimana ci sono esercizi pratici sulle macchine.

Léa: Direi che dovremmo fare quello che ci piace e non lasciarci spingere in un campo che non ci si addice. Ho incontrato persone che non avevano idea del mio livello e per default mi hanno consigliato di scegliere campi più accessibili e meno competitivi…

Emilie: Nella mia esperienza, le ragazze tendono a sottovalutarsi più dei ragazzi. La fiducia in se stessi gioca un ruolo importante negli studi e nella vita professionale, quindi il mio consiglio è di avere fiducia in se stessi e di perseverare!

  • La scuola di preparazione, in Francia, è un percorso tra il liceo e l’Università, altamente qualificante e selettivo, che permette di specializzarsi in alcune materie propedeutiche all’ammissione in diverse facoltà. Ad esempio, per tentare di entrare a un’università politecnica, è necessario frequentare una scuola preparatoria di matematica e fisica avanzate. Spesso, gli anni di scuola preparatoria, sono anni in cui gli studenti convivono in studentati.